Negli ultimi anni una nuova entità patologica legata all’utilizzo delle protesi mammarie testurizzate è stata identificata: il BIA-ALCL ( Breast Implant Associated – Anaplastic Large Cell Lymphoma). Attualmente sono stati rilevati circa 1000 casi nel mondo e 62 casi in italia, con un incidenza di circa 3 casi su 100.000. Tale entità patologica è una reazione autoimmunitaria dell’organismo verso la capsula protesica, legata ad un fenomeno irritativo/infettivo, che determina lo sviluppo di una formazione proliferativa di Linfociti T. Si manifesta generalmente tra i 6 e gli 8 anni dall’impianto di una protesi a superficie testurizzata, presentandosi generalmente nell’80 % dei casi circa come un sieroma freddo, cioè come un accumulo di siero limpido periprotesico che contiene linfociti T alterati CD30+, senza eritema cutaneo e o febbre, ed nel restante 20% come un nodulo isolato a livello della capsula mammaria o come uno o più linfonodi per lo più ascellari, aumentati di dimensione. La diagnosi è sempre strumentale e consiste nell’aspirazione sotto guida ecografica di almeno 50 cc di siero periprotesico, ove presente sieroma freddo, nell’esame istologico della capsula mammaria periprotesica o nell’agobiopsia del nodulo della capsula o dei linfonodi per la ricerca di linfociti B Cd30+. Nella maggioranza dei casi, la diagnosi eseguita in centri di riferimento per la patologia è precoce, la malattia identificata si trova negli stadi iniziali e si cura con la semplice capsulectomia totale en bloc, con completa remissione della stessa. Negli stadi avanzati di infiltrazione extracapsulare o di interessamento linfonodale oltre alla chirurgia può seguire il trattamento radio e chemioterapico con controllo della malattia. La raccomandazione del Ministero della Salute per le donne impiantate con protesi a superficie testurizzata è solo quello di effettuare i normali controlli radiologici ed oncologici annuali ed in caso di sospetto recarsi presso i centri regionali di riferimento per la diagnosi e cura dell’ALCL.