Il trapianto adiposo o l’innesto di adipe è un intervento chirurgico utilizzato per la ricostituzione od il ripristino del volume in toto della mammella o di quadranti interessati da deformità o depressioni, attraverso il prelievo ed il trasferimento di una quantità variabile di tessuto adiposo da una regione donatrice del corpo alla regione da trattare. Parte del tessuto adiposo innestato va incontro a riassorbimento, e pertanto, in particolari nelle ricostruzioni totali di mammella, è sovente necessario ricorrere a molteplici sedute differenziate (almeno 3) di lipotrapianto e/o lipoinnesto e distanziate di almeno 3 mesi per conseguire la correzione prefissata.
L’intervento viene eseguito in anestesia locale, loco-regionale o generale a seconda dei casi e della associazione con altre procedure. Non vi è dolore durante l’intervento e la durata della procedura dipende dalla regione da trattare.
Previa infiltrazione di 0,5 -1 cc di anestesia locale, si effettuano 2-3 incisioni di 2-3 mm di lunghezza, a livello dell’area donatrice (solitamente addome, fianchi o cosce) dove mediante cannule a basket da 2,4 mm e siringhe di 10 cc, si effettua una aspirazione di circa 100-200 cc di adipe, che sterilmente viene centrifugato secondo la metodica di “Coleman” sino ad ottenere la necessaria quantità di grasso purificato da reimpiantare a livello del difetto. Successivamente previa esecuzione di piccole incisioni di 1,2 m a livello mammario si effettua l’infiltrazione del grasso purificato mediante le stesse siringhe da 10cc ed ago cannule da 1-1,3 mm, attraverso criss-cross tunnels si da ottenere un riempimento omogeneo dell’area interessata. Segue la sutura delle mini incisioni.
I trattamenti sono solitamente distanziati di almeno 3-6 mesi.
Tra le possibili complicanze vi è la compromissione temporanea della circolazione linfatica nella zona operata con conseguente gonfiore. Tale situazione si risolve spontaneamente o con massaggi nel giro di due mesi circa.
Un’ulteriore complicanza possibile è la presenza, a guarigione avvenuta, di infossamento del profilo cutaneo nelle zone operate per eccessiva retrazione cicatriziale.
Rimangono, sulle aree riceventi e donatrici, piccole cicatrici millimetriche che sono la conseguenza dell’intervento. Le cicatrici migliorano nel tempo fino quasi a scomparire.
L’infezione si verifica raramente; essa comunque può essere facilmente dominata con terapia antibiotica.
Dopo l’intervento può essere avvertito del dolore al sito di prelievo del trapianto ed al sito ricevente. Può essere facilmente controllato tramite terapia medica.
Il sanguinamento è estremamente raro, ma può verificarsi solitamente entro le prime 24 ore, di solito non necessita di trattamento. Durante le manovre chirurgiche di prelievo ed innesto del tessuto adiposo, si verifica anche la rottura di un certo numero di vasi sanguigni che, prima di chiudersi, lasciano diffondere nei tessuti circostanti una certa quantità di sangue che dà ragione delle ecchimosi che possono verificarsi dopo l’intervento. Esse si riassorbiranno nel giro di 15 giorni circa.
E’ presente nel periodo post operatorio un variabile grado di riassorbimento del tessuto adiposo trapiantato. Di solito la percentuale di attecchimento varia tra il 50-70 %.
Tra le possibili complicanze specifiche vi sono poi necrosi adipose e le cisti o calcificazioni. Il tessuto adiposo che non attecchisce può andare incontro a necrosi e trasformarsi in cisti oleosa o macrocalcificazioni. In tali casi è necessario provvedere ad asportarle mediante un piccolo intervento in anestesia locale. Possono essere altresì presenti delle irregolarità della superficie e del volume finale nel sito ricevente. Quando le condizioni locali del sito ricevente si saranno stabilizzate, è possibile correggere le eventuali asimmetrie di superficie o di volume residue.