FAQ

I risultati della liposcultura si possono ottenere anche con tecniche non invasive?

L’eliminazione definitiva degli adipociti può essere effettuata oggi con diverse metodiche ma solo la liposcultura consente di rimuovere selettivamente gli accumuli adiposi e di aumentare volumetricamente le aree impoverite effettuando un vero e proprio rimodellamento tridimensionale del corpo. Le tecniche non chirurgiche, oggi disponibili quali cavitazione, laser lipolisi, adipofreezing etcc. possono essere indicate solo per piccoli accumuli, richiedono sedute associate di linfodrenaggio, e non consentono una accurata ridefinizione dei profili corporei.

Il trattamento delle rughe con la tossina botulinica è pericoloso?

Il trattamento con la tossina botulinica è ormai ufficialmente riconosciuto ed approvato per la riduzione delle rughe glabellari e per le asimmetrie del volto, oltre che l’iperidrosi ed altre patologie. Per “Botulino” si intende la iniezione intradermica della tossina inattivata del clostridium botulinum. La tossina una volta iniettata attraverso la cute mediante microaghi indolori penetra nei muscoli prescelti causandone una paralisi selettiva e temporanea. Ciò modifica il naturale bilanciamento tra muscoli depressori ed elevatori del volto a favore di questi ultimi con conseguente effetto liftante di ringiovanimento facciale. Il trattamento viene effettuato senza anestesia con seduta ambulatoriale e non lascia segni evidenti sul volto. L’effetto è ritardato ed inizia dopo circa 5gg per consolidarsi dopo 15 gg, permanendo per circa 4-6 mesi. Dopo tale periodo è necessario ripetere il trattamento. I rischi sono assai contenuti se la tecnica è effettuata da esperti. E’ controindicata in pazienti affetti da miastenia gravis. Da posticipare in pazienti in terapia con antibiotici o donne in gravidanza.

Dopo un intervento di blefaroplastica inferiore (riduzione delle occhiaie) si possono verificare problemi alla vista?

No. L’intervento, seppur effettuato vicino agli occhi, non comporta nessun danneggiamento della visione. Va comunque effettuata sempre una visita oculistica preoperatoria con misurazione del tono endoculare per escludere un glaucoma latente. Inoltre è sempre necessario effettuare un test della lacrimazione per escludere un occhio secco ovvero poco lubrificato che potrebbe esporre nel postoperatorio a delle cheratiti.

È possibile allattare dopo un intervento di mastoplastica additiva?

Sì. Le protesi non creano problemi per l’allattamento.

Le protesi possono favorire il rischio di tumori alla mammella?

Le protesi al gel di silicone non favoriscono l’insorgenza di tumori della mammella e l’intervento di mastoplastica additiva non predispone a complicanze di tipo oncologico. Gli interventi di ricostruzione mammaria postoncologica con protesi a loro volta non presentano una incidenza maggiore di ripresa di malattia. 

Anzi i più frequenti controlli clinici a cui ci si sottopone nel tempo consentono di effettuare diagnosi precoce nel caso di insorgenza di precancerosi e tumori in situ.

Va comunque segnalata la presenza in letteratura mondiale di una rara associazione tra linfoma anaplastico e protesi al gel di silicone, motivo per il quale le pazienti affette da linfoma non sono buone candidate ad intervento con protesi.

Esistono Tecniche non Chirurgiche di Blefaroplastica ?

Oggi sono disponibili metodiche non chirurgiche di blefaroplastica che si prefiggono esclusivamente di ridurre la cute ridondante senza intervenire su grasso e muscolo eccedenti. Tra queste ricordiamo l’uso del bisturi elettrico Timed, del Plexer, del Laser Co2 Frazionato ed infine del Plasma freddo. Queste metodiche non sono sostitutive della blefaroplastica, ma possono essere adottate per ridurre la blefarocalasi in pazienti non candidati ad intervento chirurgico per via di terapie anticoagulanti o per necessità di recupero immediato della vita di relazione.