La chirurgia dei tumori maligni e benigni della mammella è oggi sempre più orientata verso un atteggiamento conservativo. Per i tumori in stadio iniziale, si effettua solitamente un trattamento demolitivo limitato al quadrante mammario in cui insiste la neoplasia, caratterizzato dalla asportazione di un cuneo di ghiandola con un mini accesso periareolare od al solco, senza asportazione di cute mammaria (eccetto che nei casi di retrazione cutanea franca) e con risparmio del settore di areola e capezzolo. Nonostante la limitatezza di questa resezione, la successiva terapia radiante può determinare una distorsione del quadrante trattato chirurgicamente e rendere poi un eventuale rimodellamento plastico a distanza estremamente difficile ed insoddisfacente.
Per tale motivo dagli anni 2000 è nata la metodica detta “Oncoplastica” che consiste nel rimodellamento plastico immediato della mammella sottoposta a tumorectomia o quadrantectomia.
Questa metodica consente tramite la trasposizione di lembi ghiandolari viciniori e ben vitali la ricostruzione perfetta del difetto creato dalla chirurgia conservativa con maggiore resistenza al successivo trattamento radiante e minori esiti cicatriziali. Inoltre essa solleva il chirurgo senologo dalla preoccupazione per la ricostruzione donandogli una maggiore libertà nella estensione della radicalità oncologica.
Questo risulta particolarmente evidente nei tumori che insistono nei quadranti meno rappresentati o più estetici come quelli infero-mediale o supero-mediale che solitamente esitano in deformità permanenti.
Questi rimodellamenti non hanno alcuna influenza su una eventuale recidiva e prognosi quando il tumore sia stato ampliamente resecato. L’esito cicatriziale solitamente diviene poco visibile e la simmetria con la mammella controlaterale risulta conservata od addirittura migliorata.
Tra questi interventi troviamo:
- La Tumorectomia o Quadrantectomia Oncoplastica
- La Mastopessi Oncoplastica
- La Mastoplastica Riduttiva Oncoplastica
